Saper EDUCARE – L’esempio è l’arma vincente.

  1. Educare non è poi così facile.

Siamo abituati oggi a delle generazioni che vivono sotto pressione e sotto tanti stimoli sempre più forti, quali internet, smartphone, TV, social. Stimoli talmente forti, che i ragazzi sono “occupati” ogni secondo e ogni istante da cose diverse, che poi gli riescono a far modellare la concezione di realtà.
Chi ha il compito di educare in questi casi deve adottare un metodo. Dove sicuramente per ogni età ne esistono vari tipi quindi linguaggi diversi ed espressioni diverse. La cosa che però resta invariata in ogni caso è il nostro comportamento, e come ci poniamo nell’educare i ragazzi.

Il Miglior modo per educare.

Buon Educazione

Più passa il tempo e tanto più le buone educazioni passano di moda. Passano gli anni e molte buone abitudini tendono a scomparire. Una volta dire grazie era segno di cortesia e anche dire prego era segno di cortesia. Salutare era segno di buona educazione, dire ad esempio buongiorno era buona educazione, dare e chiedere il permesso era buona educazione e anche cedere il proprio posto ad un’altra persona su un autobus era buona educazione. Più passa il tempo e più queste buone abitudini stanno cambiando, si vede sempre meno gente (anche adulta) che non ha più questi valori.
Non sto dicendo che si è diventati tutti maleducati, non sto facendo di tutta l’erba un fascio, ma semplicemente sto dicendo che la percentuale si è alzata parecchio.

Educare

Il compito dell’educatore (se non lo avete fatto leggete l’articolo su come educare giocando) in questo caso diventa difficile, si trova a remare controcorrente, e poi deve andare a trovare l’esca giusta per poter riaccendere quella fiamma che ormai si è spenta o che si sta spegnendo. La fiamma della buona educazione.
A parole Sembra facile a parole si possono dire tante cose ma nei fatti poi è difficile. Andare a trovare le esche giuste e i modi giusti per trapassare quelle nozioni essenziali, per far capire ad un ragazzo le belle abitudini che un tempo contraddistinguevano l’uomo dagli animali, con il rischio di prenderci anche un vaffa.

Mi capita spesso di salire su di un autobus e a volte sentire ragazzi di undici/quindici anni prendere a parolacce altri ragazzi della loro età, bestemmiare e neanche alzarsi dal loro posto quando una persona anziana sale sul bus. Quindi possiamo capire bene che ad oggi le buone educazioni sono solo cose idilliache cose che si stanno estinguendo, cortesie che un tempo esistevano per tutti. Oggi invece sono solo per pochi.
Per un educatore diventerà più facile una volta che sarà riuscito a trovare il giusto modo per far capire e far tornare di moda queste belle abitudini.

Quale metodo si deve utilizzare per far capire ad un adolescente come dovrebbe comportarsi? che dovrebbe dire grazie, che dovrebbe dire prego, che dovrebbe dire per favore, che dovrebbe imparare a dire anche scusa, come possiamo fare per farglielo capire?

Ecco qui che entra in gioco una formula magica che ha un’efficacia grandissima.

Vi dico subito che utilizzando questa formula i frutti non si vedranno subito ma si vedranno dopo qualche tempo ma è il metodo MIGLIORE per far capire ad ogni persona qualsiasi cosa non solo l’educazione. La formuletta magica che adesso Vi andrò ad illustrare è semplicissima ma con una potenza di un carro armato. È L’ESEMPIO PERSONALE. Sì è proprio questa, l’arma vincente che abbiamo, il bazooka e il carro armato che ci farà vincere questa guerra dell’educazione sarà l’esempio personale.

Ma perché? Perché è l’arma più forte che possiamo utilizzare?

Allora, prima parlavamo di stimoli quotidiani ai quali sono sottoposti i ragazzi di oggi. Ogni giorno hanno stimoli, e questi sono degli esempi ma sono esempi a volte sbagliati. Quindi rischiano di seguire modelli sbagliati di vita che vengono presi come ideali. Ognuno di noi ha avuto il suo super eroe preferito, cartone animato, film o giocattolo, ed almeno una volta lo abbiamo imitato. Il segreto che fa funzionare al 100% la formula magica dell’esempio personale è questo, l’imitazione. Semplicemente l’educatore deve farsi imitare!
Un bambino pedagogiacamente parlando cresce e impara dai primi anni di vita fino ai 12/16 anni per imitazione. Poi inizierà a formarsi il suo carattere in base agli stimoli che ha assimilato e imitato nel tempo.

Il vero metodo

Riusciamo a capire che, se l’educatore, sia un genitore, un professore o un maestro, se lui riuscisse ad entrare in stretta confidenza con il bambino, e riuscisse a ricoprire un ruolo credibile e facilmente imitabile, ecco qui che diventerebbe tutto più facile. Non dovrebbe neanche sforzarsi di spiegare come fare, cosa fare e quando fare. Ma semplicemente dovrebbe essere “LUI” il primo a rispettare il prossimo e ad essere educato. Allora, Senza neanche accorgersi i ragazzi prenderanno l’educatore come un modello credibile, quindi facilmente imitabile nella loro quotidianità. E diventerà un punto di riferimento per loro.

L’uomo è una creatura che cresce e impara per imitazione sin dai primi mesi della propria vita, imitare vuol dire imparare e creare le proprie abitudini. Se un ragazzo Imita una una buona abitudine allora vuol dire che si sta educando nel modo giusto.

Un piccolo segreto.

Adesso però vi svelerò un ultimo segreto. Shhh Shhh non ditelo a nessuno però!
(ve lo dico a bassa voce). Dovete sapere che tutto questo discorso è valido non solo per l’educazione nei confronti dell’età pedagogica, ma è validissimo per tutte le età. Per i più piccoli è più facile poiché loro crescono e devono ancora formare il loro carattere quindi sono più facilmente passatemi il termine “modellabili”. Per gli adulti invece ci vuole solo tanta pazienza,
ma l’esempio personale sarà comunque l’arma più potente che possiamo avere.

 

Simouncino